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19 novembre 2010

SOFTAIR CHE PASSIONE!

una disciplina sportiva in costante crescita l’esempio del Big One Soft Air Team A.S.D. di Genova affiliato ENDAS

Se un giorno andando per  boschi vi imbattete in un gruppo di ragazzi in uniforme, ebbene non allarmatevi: quello potrebbe essere  un team  che gioca al  soft air. Molte persone  si domandano oggi: ma che cos'è? Il soft air  una disciplina sportiva di  derivazione militare con tanto di regole e punteggi. Nato in Giappone negli anni Ottanta, oggi conta milioni di appassionati in tutto il mondo. E' difficile stimare quanti siano i team in attività in Italia, primo perché il numero è in costante aumento, secondo perché esistono varie associazioni non sempre riconosciute. Un calcolo approssimativo stima che queste siano di poco sotto al migliaio.

Il soft air è una disciplina di squadra, nei confronti sportivi non vi sono nemici, ma avversari. All'interno del team esistono vari ruoli: scout, sniper, team leader, cartografo, ecc.  I "game" possono svolgersi in poche ore o avere una durata di 24 o 48 ore, in questo caso si predispongono dei campi base con tende e vettovagliamenti. Nelle giocate  possono essere interessati anche più team. Lo scenario per le giocate  (in gergo combat)  sono boschi e campi aperti, oppure  casolari, palazzi, forti e ruderi abbandonati. Possono svolgersi anche  incontri notturni. Naturalmente vengono assegnati dei punteggi che cambiano a seconda del grado di difficoltà di ogni obiettivo raggiunto. I team hanno una loro divisa e una loro denominazione che spesso si richiama a compagnie di eserciti  realmente esistite o ancora operative (come il Big One). Vi sono poi gare e tornei a vari livelli:  cittadino e provinciale, regionale, interregionale, nazionale e, naturalmente, incontri  e manifestazioni di carattere internazionale.

 Come si svolge l'attività sportiva? Prima di tutto, un team serio, durante tutto l'anno mette in programma dei corsi di allenamento e specializzazione (radio, corda, pronto soccorso, uso delle Asg, tattica - strategia di squadra, ecc.). L'allenamento  è molto specifico e consiste in lunghe camminate con zaino, corsa, ginnastica e soprattutto movimento tattico di squadra. Infine, viene spiegato l'utilizzo corretto delle protezioni: fondamentali maschera e ginocchiere,  oltre all'uso delle Asg che poi sono repliche di armi adoperate dagli eserciti di mezzo mondo. Le Asg funzionano elettricamente e, tramite un pistone che comprime l'aria, lanciano un pallino a 20-30 metri di distanza. Il pallino (bb) è di circa 6 mm di diametro ed è composto di materiale biodegradabile.   Quando, durante il gioco,  l'avversario viene preso dal colpo questi dovrà dichiarare "colpito!" alzando l'Asg sopra la sua testa, oltre ad  urlare il proprio  nik-name.  

L'attività sportiva è aperta a tutti basta avere  più di 18 anni e presentare un certificato medico di sana e robusta costituzione fisica. Di solito il soft gunner svolge un periodo di prova prima di entrare come effettivo nel team. La normativa legislativa è molto severa: l'Associazione di soft air si premunisce di mandare i permessi alla Questura di competenza con il calendario delle giocate mensili. Naturalmente  i team devono essere regolarmente registrati  e devono possedere un regolamento e uno statuto. Tuttavia,  da qualche tempo, numerose Associazioni di sof air chiedono agli organi interessati (Regioni, Comuni, Province, ecc.)  una maggiore chiarezza, controllo e riconoscimento dell'attività anche per limitare il fenomeno dei team non regolarizzati che, di fatto, penalizzano il mondo del soft air sotto vari aspetti, non ultimo quello del rispetto di leggi e  regolamenti, senza poi dimenticare che l'attività sportiva si svolge con delle repliche del tutto simili ad armi.  Una proposta intelligente potrebbe essere quello del  "tesserino del softgunner",  una sorta di attestato rilasciato da un ente istituzionale (es. Regione), che riconosca al softgunner di una Associazione (regolarmente iscritta ad un Ente di promozione sportiva, come ad esempio l'Endas)  lo  svolgimento di questa attività sul territorio.

 Il Big One

 "Forza e Onore!" è il motto del Big One uno dei più vecchi team esistenti in Liguria. Conta una  quarantina di iscritti di tutte le età . Nella sede nel Ponente cittadino vi si può trovare un aula per la didattica, tv,  dvd illustrativi,  un magazzino e un'officina per la riparazione delle Asg. I corsi vengono tenuti da istruttori professionisti (spesso ex militari) che spiegano ai nuovi entrati nel team tattiche e  strategie di gioco, cartografia, uso delle radio,  leggi in vigore e, infine, l'utilizzo delle Asg. Ma il primo punto affrontato, soprattutto con i neofiti, è quello della sicurezza. Il team ha una sua filosofia operativa e un suo regolamento interno. Oltre alla parte  sportiva vi è pure quella socio - ricreativa. Famose sono le cene e i pranzi del team organizzati in gran parte dalle socie, provette cuoche, con tanto di canti e balli. Da alcuni anni il Big One si è poi fatto promotore, insieme ad alcuni team presenti in  città,  di una sorta di alleanza: "Il Patto d'Onore" e  questo con l'intento di tutelare e preservare, all'interno di regole e  ideali comuni,  la disciplina sportiva del soft air. Ho chiesto a Paolo Crivellari, allenatore e vice presidente del team nonché responsabile Endas Liguria per il settore soft air, cosa dovrebbero fare le società sportive per migliorare il settore. E lui, conciso come sempre, mi ha risposto:  Ci vuole una  accurata selezione iniziale dei praticanti e un generale miglioramento dei quadri dirigenziali.

Gli fa eco il presidente, ed istruttore del team, Paolo Borghi che alla domanda di chi pratica e come si pratica questo sport risponde: Il soft air è una disciplina sportiva, perché non comprende solo l'attività motoria vera e propria, caratteristica fondamentale di molti sport, ma integra anche attività quali conoscenza e utilizzo di cartografia, di apparecchi radiotrasmittenti, comunicazione e tattiche di movimento nel raggiungimento di un obiettivo strategico. Tutto ciò non dimenticando che tale attività è e resta un gioco molto tecnico. Si può iniziare anche all'età di quattordici anni con manleva dei genitori. Il praticanti di soft air fanno parte di un po' tutte le estrazioni sociali senza distinzione di sesso o di orientamenti politici. Possono praticare l'attività tutti coloro che amano la vita all'aria aperta e apprezzano socializzare con il prossimo praticando del sano sport.

Da sottolineare che il Big One si è impegnato più volte in attività sociali. Come l'anno passato quando bruciarono le alture del Levante genovese. Il team, la domenica dopo, aveva già sul posto una sua squadra operativa per liberare strade e sentieri dai detriti, carcasse d'auto e alberi abbattuti.  Oppure quando, due anni addietro, sempre il Big One si era prodigato, insieme ad altri team di sof air, Protezione civile, Amiu e Circoscrizione di zona, a ripulire l'intera area di Monte Moro dell'incuria  e dalle discariche abusive a cielo aperto. Nella zona si trovano pure "le Batterie", postazioni cannoniere costruite prima dell'ultima guerra, oltre all'omonimo Ristorante. Quest'area è uno dei campi di allenamento e di gara scelta da molti  team, ma il tutto è abbandonato da anni e  spesso il Ristorante è meta di rave-party illegali che durano interi fine settimana. In quella occasione i partecipanti riempirono di spazzatura un grosso camion con rimorchio della nettezza urbana. Dunque nella vita del team Big One non vi è solo la passione sportiva che tiene uniti uomini e donne, ma una grande amicizia e condivisione d'intenti e valori .

 Paolo Bertuglia - giornalista

 Per saperne di più: www.thebigonesat.com