Moltissimi sportivi hanno creduto ed obbedito, hanno speso gli ultimi risparmi per potenziare ancora di più le prassi anti Covid-19 nelle palestre e nelle piscine, le forze dell’ordine hanno certificato che i centri sportivi sono perfettamente allineati alle norme anti Covid ma evidentemente qualcuno aveva già condannato il comparto sport alla chiusura definendolo, con incauta leggerezza, “non essenziale”.

Bene, cambiate nome a Sport e Salute e chiamatela “Sport e Attività non Essenziali”.

Ciò che invece non va bene è aver illuso migliaia di operatori dello sport concedendo una settimana per verificare l’efficacia delle prassi adottate avendo già deciso di chiudere comunque i centri sportivi.

Illudiamo i cittadini e convochiamo il gabinetto di guerra come non ci fosse un domani, chiudiamo le gelaterie a novembre (a Palermo come a Sondrio) perché “si sa che in inverno provocano assembramenti come allo stadio”, i ristoranti peró li lasciamo aperti, si quelli si ma nelle ore in cui non ci va nessuno.

La giustificazione a tutto ciò è l’indice RT ovvero l’elevato valore di contagiosità, quindi con alto rischio di mortalità.

E chiudiamo le gelaterie mentre autobus, treni e metropolitane rimangono aperte? Non siamo certo negazionisti, chiediamo che i provvedimenti siano chiari, logici, equi e soprattutto credibili, altrimenti è impossibile chiedere sacrifici così importanti ai cittadini, c’è il rischio che non siano accettati.

(La foto è un di più “non è essenziale”)

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